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Mi ricordo di quando a Volterra, dove passavo l’estate ospite dai nonni, giocavo con i miei amici a “incontrarsi fra 10 anni”, una sorta di recita di quello che avremo detto e di come ci saremo trovati cambiati.
Non ci siamo più rivisti, le amicizie sono svanite, si sono perse, come spesso accade nella vita.
Che c’entra questo con la bce di giovedì 12 maggio? C’entra per via che è stata una bce insolita, per via che è stata più una discussione aperta sulle esperienze ed i pensieri, piuttosto che un incontro letterario. Si, di un libro si è parlato, di un libro si è letto, di un libro si è scherzato e si è chiesto. Il libro è Di Magenta e Di Corea, un libro vecchio ormai di dieci anni, scritto da due amici Alberto Giorgetti e Alessio Traversi, che hanno unito le forze (e i soldi) per farselo stampare, perché ci credevano, perché pensavano di cambiare il mondo, perché pensavano di avere qualcosa da dire non solo per se stessi, ma anche per gli altri. Traversi ha scritto la parte delle poesie, mentre Giorgetti quella dei racconti. Io, che lo avevo letto prima di conoscerli, mi sono resa conto che adesso lo leggerei sicuramente in modo diverso, forse perché un libro non si spiega sempre da solo. È stato interessante vedere degli amici che a distanza di tutti questi anni, si ritrovano ad un tavolo a parlare di quello che è stato, di quello che erano, di quello che rifarebbero o non rifarebbero. Ed è stato interessante vedere le divergenze e parlare di un tema come l’amicizia, delle distanze che ad un certo punto si creano nonostante un rapporto solido e sincero. E si è discusso dei perché, dei fallimenti, delle amicizie che falliscono, dell’incapacità di mutare insieme, di accettare i cambiamenti.
C’è da dire che il Giorgetti, quando è serio lo preferisco, quando vuol fare lo show, lo digerisco di meno… sembra il vernacolo livornese e le parolacce galoppano in abbondanza, anche dove si potrebbe evitare. Il Traversi, invece, decisamente più pacato, non a caso definito il tristone dalla vecchia compagnia di amici.
Fra pregi e difetti che posso aver trovato io o gli altri, la serata è trascorsa fino agli sgoccioli, e ci siamo salutati con copie in omaggio da leggere e regalare.
Aperitivo pessimo, quasi mortale.
Cena: pasta al ragu, sformatini, se non sbaglio, affettati vari, dolcetti, vino, vinello e alcolici di ogni tipo.
Lisa- mielenero - 15/05/05
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Walter Nenci, Alessandro Ansuini e/o Einsturzende Camera hanno fatto da protagonisti alla Bce del 24 marzo, nonchè giovedì scorso…
Walter, non prima volta presente alla Bce (già aveva fatto visionare i suoi corti tempo fa), stavolta si è cimentato in una performance teatrale sul tempo che mi ha colpito molto… il tempo che manca, il tempo che si cerca… ma soprattutto il tempo che si perde… almeno questo è quello che mi è parso di capire.
Alessandro Ansuini ha ufficialmente presentato il suo nuovo libro Zero, edito dalla karpos factory, un libro che non porta il suo nome, ma che si propone soltanto per come è scritto, per quello che contiene… in allegato a lui altri due loschi individui, uno addetto al synth e l’altro alla tastiera alternata all’oboe… in altre parole gli Einsturzende Camera, anche questa una sorta di performance, non esattamente un reading con basi musicali, perché in questo caso le basi sono appositamente studiate per accompagnare le parole non per fare da semplice sottofondo.
Serata ricca ed interessante, conclusasi, se non sbaglio, con una lettura forzata di una poesia da parte di Walter.
Sull’aperitivo non dico niente visto che l’ho saltato, sulla cena: delizioso sformato di polenta con pomodoro e formaggio, salamino, insalata, formaggi vari e dolcetto danette danone con panna e biscottini.
Prossima Bce: giovedì 7 aprile, ore 20:30 ospiterà la poetessa Silvia Molesini e altri personaggi che ignoro, ma su cui mi informerò…
Lisa- mielenero - 26/03/05
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dopo mesi di silenzio mortale... ecco che mi smollano a me, piccolina e inesperta (ihihih) il compito di sbolognare questo bloggetto...
parto così... non vi lamentate:
ieri sera si sono dispersi per strada gli autori Alessandro Ansuini, Enrico Masi, Tommaso Balerna… bloccati dalla neve in quel di bologna. Fortuna che il pittore Alberto Donati, quello che dipinge solo su grandi formati, certe volte così tanto grandi che per motivi di spazio è costretto a distruggere le sue opere se vuole trovare il modo di uscire dalla stanza, dicevo… fortuna che lui con sole tre ore di viaggio è riuscito a venire da Firenze…
nell’attesa c’è stato un tizio di cui non ricordo il nome (perdonatemi) capitato lì per caso e preso come cavia umana, direttore artistico di un teatro (grattacieli, forse?) da poco ristrutturato in quel di livorno, che fa spettacoli ad ingresso gratuito con tanto di stuzzichini da sgranocchiare.
La serata si è comunque sviluppata alla bell’è meglio, ha destato particolare curiosità Alberto che si è cimentato in una performance costituita da una tela distrutta e gocciolante colore che aveva, credo, un qualche significato collegabile con altri tre quadri, due ancora vivi e vegeti, il terzo ormai distrutto. Su insistenza di Alessandro, poi, ha dipinto anche su un pannello di un qualche materiale plastico (sgraffinato per gentile concessione del posto in cui ci lavora il tizio), con colori acrilici partendo da un bianco e nero e finendo con usare anche altri colori, blu rosso e giallo se non erro (sebbene aveva promesso che avrebbe usato solo il bianco e nero, ma i colori son troppo belli, ha detto).
Anche il direttore artistico di cui continuo ad ignorare il nome, se l’è ben cavata esponendo i programmi degli spettacoli futuri, e descrivendo la sua attività di direttore artistico appunto così: qualcuno doveva farlo e un nome bisogna darlo alle cose che si fanno.
Cena: deliziosa pasta e ceci, pollo arrosto, salamino formaggi e mortadella, insalatina. Dolcetti.
Prossimamente, giovedì 24, per l’esattezza, da quel che ho capito, un regista di cortometraggi e la poetessa Silvia Molesini dovrebbero avere la meglio… se il tempo concede, of course…
Lisa- mielenero - 04/03/05
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Cominciamo subito con lo scusarci per l'inatteso e imprevedibile gennaio sabbatico. Non ci sono parole per esprimervi il mio rincrescimento ma, senza avervene potuto dare preavviso, un mese intero é passato e io non vi ho dato notizia. Non starò a tediarvi con l'infinita sequela di motivi che hanno condotto a questo (se qualcuno proprio non riesce a mettere in pace la propria curiosità sarò felice di ragguagliarvi a voce quando verrete a cena) ma posso assicurarvi che non sono state cause di forza maggiore: è stata proprio colpa mia.
Ma questo é comunque il passato. Con il 3 febbraio riprendiamo la normale attività. La Biblioteca Clandestina Errabonda riprende il ciclo dei suoi incontri. Per quanto riguarda la prima cena mi permetto di lasciarvi a brancolare nel buio. Non perché io sia particolarmente cattivo. Ma perché attendo ancora una conferma e quindi, onde evitare brutte figure, preferisco restare sul vago. Vi posso assicurare che non sarà una serata canonica. Posso addirittura spingermi a dirvi che sarà più "teatrale" rispetto al solito. E che, sull'onda dell'entusiasmo destato in me da alcune letture, mi lancerò in alcuni "consigli". Posso dirvi che gli ospiti saranno molti e interessanti.
Poi c'é molto poco che io possa aggiungere. Vi ricordo che la serata inizia alle 20:30 con il consueto aperitivo e che é gradita la prenotazione ai soliti numeri che trovate sul sito (www.b-c-e.splinder.com). Posso dirvi che la biblioteca ha superato i seicento testi. Posso dirvi un sacco di cose. Ma ne tengo alcune per quella sera. Per cui intervenite copiosi. E portate ancora libri che adesso puntiamo ai mille.
Poi devo anche dirvi che la programmazione riprenderà a breve con il consueto ordine: sto già programmando gli appuntamenti di fine febbraio e inizio marzo e che, salvo tsunami tirrenici, non si prevedono altri stop fino all'arrivo della bella stagione.
Chiudo rivolgendomi a quegli autori ancora in attesa di una conferma o di una chiamata per la BCE: non preoccupatevi, non ci siamo dimenticati di voi. Semplicemente siamo molto lenti nel rispondere e nel riordinare le idee dopo le vacanze. Entro la fine di febbraio contiamo di aver smaltito l'effetto "noci coi fichi secchi" e di riuscire a riportare l'ordine nella nostra agenda.
E adesso basta di sparare idiozie. A giovedì 3 febbraio, ore 20:30.
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